di Grazia Pallagrosi per FLAIR
Immaginavo la Thailandia come un Paese di operatrici del sesso che ricevono i clienti in sedicenti beauty-farm dall’aura pornoesotica. Poi ho comprato casa a Phuket, dove vivo 4-5 mesi l’anno, e ho capito che è uno stupido luogo comune: i numerosi negozietti che espongono la scritta ‘Foot-massage, Thai massage’ sono veri centri-benessere frequentati abitualmente dai locali, uomini e donne, che considerano il massaggio qualcosa di molto poco erotico ma basilare per la salute. Il foot-massage è una forma di reflessologia plantare, mentre il thai massage viene eseguito esercitando forti pressioni (delle mani, dei piedi, dei gomiti e delle ginocchia) sui principali punti dei meridiani energetici. Entrambe le tecniche - così importanti da essere temi d’insegnamento universitario alla facoltà di medicina – sono il top di ogni spa-menù, seguite dai bagni floreali e trattamenti detox con vapori aromatici, impacchi e maschere preparate con miele, yogurt, ghiaccio, riso, spezie e frutta, secondo il dictat tipicamente asiatico dello Skin Food Concept: sulle pelle non dovremmo mai mettere nulla che non si possa anche mangiare!
MANDARA SPA di Phuket, presso il del J.W Marriot di Thalang, tel. +66 (0) 76338201, www.mspa-international.com. Il programma Oriental Retreat mixa tecniche di tradizione centenaria: rituale floreale per i piedi, maggassio Luk Prakob, trattamento per il viso alle erbe, foot massage. Quattro ore, 207 euro.







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