Una Famiglia Molto Reale


Se vi foste chiesti il perché di tutti quei braccialetti gialli al polso dei thailandesi, la risposta è semplice: in onore del re, delle celebrazioni dei 60 anni di regno di Rama IX avvenute nel 2006.

Per tutto l’anno non c’è stata città o villaggio che non si sia indorata, studente o contadino che non abbia indossato una maglietta con i simboli reali o perlomeno un braccialetto. Giallo, ovviamente, con la scritta beneaugurate di lunga vita.Un anno in giallo in onore del re.E da allora i braccialetti sono rimasti, visto che l’anno scorso, l’8 dicembre, l’amatissimo monarca ha compiuto 80 anni.

L’amore dei thailandesi nei riguardi del proprio re è viscerale.Ma vediamo di conoscere un minimo di storia della dinastia dei Rama.Partiamo dagli inizi, dalla fondazione di Bangkok e dalla nascita della dinastia Chakri.Alla distruzione della capitale Ayutthaya da parte dei birmani nel 1767, il generale Praya Taksin, metà cinese e metà tailandese, riorganizzò l’esercito e riguadagnò il controllo del paese.

Decise però di spostarne la capitale, visto le continue insidie, a Thonburi, un piccolo villaggio sul fiume Chao Praya, di fronte all’attuale Bangkok.Ma la reggenza di Taksin durò poco. Colto da pazzia, fu giustiziato secondo l’usanza riservata ai reali: picchiato a morte in un sacco di velluto in modo da non versare nemmeno una goccia del sangue regale sul terreno.

Gli succedette, nel 1782, un altro generale, Chao Praya Chakri, colui che diede il nome alla futura dinastia e che spostò la capitale a Rattanakosin, il cuore dell’attuale Bangkok. Fu chiamato Re Rama I.Tra i suoi discendenti vengono ricordati Rama IV, che salì al trono dopo 27 anni di vita monastica e il figlio Rama V, che aprì definitivamente la Thailandia alle influenze straniere e occidentali in particolare. Fu il re della modernizzazione agli inizi del ‘900.Poi, nel ’32 sotto Rama VII, vi fu la fine della monarchia assoluta. Tre anni dopo il re abdicò e il giovane nipote Ananda fu designato come successore. Ma il futuro Rama VIII salirà al trono solo nel ’45 e per un anno soltanto.Venne ritrovato morto, in camera sua, ucciso da un colpo di pistola: una fine tragica e misteriosa.

Ed è così che salì al trono il fratello minore, Bhumibol Adulyadej. Un reggente non predestinato che, in sessanta anni di regno, ha saputo farsi amare e rispettare dai sudditi.

Re Rama IX è un bel personaggio, non certo l’impettito sovrano che ci si immaginerebbe in un regno orientale.La sua foto più popolare lo vede sorridente con una macchina fotografica al collo.È stato il primo regnante a viaggiare per tutta la Thailandia e lo ha fatto umilmente, occupandosi dei problemi della gente. I progetti che ha finanziato sono numerosissimi: a sfondo sociale e di integrazione economica. Primi tra tutti quelli concernenti la riconversione agricola delle popolazioni dedite alla coltivazione dell’oppio nella cosiddetta area del Triangolo d’Oro. E poi, essendo un ingegnere (ha studiato a Losanna), a lui si devono diverse invenzioni di strumenti e macchinari agricolo-industriali. Inoltre, da vero sovrano è cultore delle arti: scrive poesie, compone musica ed è un ottimo suonatore di sax.

Oltre al sovrano, il popolo ama incondizionatamente sua moglie, la regina Sirikit, mentre riguardo agli eredi le preferenze sono spesso contrastanti. Ciononostante, non sentirete mai nessuno sparlare degli elementi della famiglia reale.

È la prima regola di comportamento da tenere in Thailandia, così come è assolutamente tabù parlare o scrivere degli eventi e della morte misteriosa di Ananda. Non solo, quando si parla dei sovrani, si usa un linguaggio particolare, molto deferente, che si chiama rajasap.

E non meravigliatevi nell’incrociare gente impettita sull’attenti alle note dell’Inno reale che viene trasmesso dagli altoparlanti in molti luoghi pubblici (stazioni ferroviarie comprese) alle 08.00 di mattina e alle 18.00.

Quando il 2 gennaio scorso, è morta la principessa maggiore, Galyani Vadhana, di 84 anni dopo una lunga lotta contro un cancro, il re ha dichiarato 100 giorni di lutto nazionale.

E il Paese li ha rispettati.

Art in Garden


Come in una favola, nella foresta si trovano meravigliosi tesori. Così succede a Phuket dove, inerpicandosi lungo la strada cha va da Kata a Karon, nel sud dell’isola, tra piantagioni di banani e alberi della gomma si intravede una capanna di legno e bambù. Solo un tetto e poche pareti.
Dentro: quadri, sculture, installazioni di giovani artisti thailandesi che proprio qui, in questo bosco frusciante di voci e natura, si incontrano e creano le loro opere. E’ qui che abbiano scoperto Niran Chandom, eclettico designer del riciclo che, oltre a dipingere anime aliene, costruisce grandi pesci-scultura utilizzando i rifiuti del mare: pezzi di legno naturalmente sbiancati dalle onde, bulloni, aste di metallo, residui di noci di cocco… Nascono così creature a cavallo tra terra, mare e una dimensione extraumana ove tutto si mischia e rinasce, energeticamente purificato, in forme di grande ma semplicissima armonia.Nato 37 anni fa a Chang Mai, Niran Chandom è stato uno dei vincitori della Philip Morris Group Annual Asian Art Competition. Per lui Phuket è <<… il paradiso dove ho potuto finalmente immergermi nella grandezza della natura. I miei quadri sono semplici espressioni di quello che sento e vedo lavorando nella foresta.>> Oli e acrilici su tela sono stati esposti a Bangkok, Phuket e Chiang Mai, durante mostre collettive e personali come la ‘Tsunami’, exibition d’apertura delle commemorazioni per il disastro causato dalla grande onda.

Indirizzo: Art in Garden, 88/5 Moo 1, Viset Road, Tambol Rawai, Amphur Muang, Phuket - 83100 ThailandWebsite : http://phuketindex.com/artingarden

Songkran Festival



Il Capodanno tailandese (สงกรานต์ Songkran) si celebra ogni anno dal 13 al 15 aprile. È festeggiato anche in Laos (pi mai lao), in Cambogia, Myanmar (thingyan), e dal popolo Dai nello Yunnan, in Cina.

In origine la data della festa era calcolata astrologicamente: Songkran, un termine sanscrito, rappresenta l'entrata del sole in un segno dello Zodiaco, in questo caso, in Ariete. Oggigiorno la data è fissa e cade nel momento più caldo dell'anno, alla fine della stagione secca.
Fino al 1888, invece, Songkran segnava ufficialmente l’inizio del nuovo anno in Thailandia, data che fu spostata al 1° aprile per poi, nel 1940, omologarsi al resto del mondo, al 1° gennaio.

Questo nulla toglie alle celebrazioni che tutto il popolo thai dedica a questa festa nazionale.
L’aspetto più evidente di questi giorni è il lancio di acqua.
Ce n’è per tutti a ogni angolo di strada. Vedrete ovunque persone che vagano con contenitori di acqua o pistole, o che fanno la posta a lato della strada con un tubi flessibili da giardino pronti ad annaffiare i passanti.

Tradizionalmente Songkran è il periodo per visitare e portare rispetto agli anziani, familiari e non, e per andare al tempio per lavare le statue sacre e offrire cibo ai monaci.

Si ritiene che questo porterà fortuna e prosperità per il Nuovo Anno. L'acqua è intesa come un simbolo di purificazione per tutto ciò che di brutto e negativo ci circonda.
Songkran è tempo di pulizia e rinnovamento.
Quindi … buon divertimento e สวัสดี ปี ใหม่ (sa-wat mai pi-di) "Buon Anno".
Ecco cosa succede a Phuket per le feste
10-13 April 2008

Venue
Loma Park and The Port, Jungceylon Department Store Patong beach, Phuket
Activities
View the procession of Phra Phuttha Sihing along Patong Beach, paying homage to the elderly, demonstrations of Thai culture and Thai games, procession of motorcycles, and enjoy splashing water. Hi-Light

13 April 2008
09.00 hrs.
Giving alms to monks at Dophin Park, then splashing water “Water Festival on the Beach” at Patong beach and Mid-night Songkran at Soi Bang La.

Further Information
TAT Southern Region Office, Region 4 (Phuket)
tel. 076-212213, 076-21 7138.

Mall mania

I centri commerciali sono il luogo ideale per trovare refrigerio in un giorno caldo e umido. Una oasi di aria condizionata con grandi affari a portata di mano.

Per molti tailandesi si tratta di templi di fede pagana, lo shopping.
Molti ve ne entrano per non uscirne prima della chiusura, nella maggior parte dei casi le 22.00.
Ognuno ha il proprio mall preferito. Alcuni vengono attratti dai bassi prezzi e dagli sconti, altri invece dalla qualità o dalle mercanzie assurdamente stravaganti.

A Phuket, negli ultimi anni, sono nati una molteplicità di centri commerciali.
Puoi perderti a mangiare e comprare cibo al Tesco Lotus (ve ne è uno nuovo, piccolo, a Cherng Talay) o al Big C, puoi scegliere l’arredamento al recente Design Square o al classico Index, e non puoi assolutamente mancare la visita al Central Festival (all’ultimo piano c’è un cinema multisala) o al nuovissimo e gigantesco Jungceylon (l’unico shopping center di Patong).
Ci si può veramente sbizzarrire ed è solo una questione di tempo.

In un sondaggio condotto dal Phuket Post è emerso che il 24% degli intervistati visita un mall almeno una volta al giorno, e il 28% una volta a settimana.
Più del 66% dei turisti ha affermato che i centri commerciali dell’isola sono eccellenti, per prezzi e qualità.
E i locali approvano passando interi weekend in queste oasi di aria condizionata con cibo (spesso fast e junk) a volontà.

Attenzione però: a tentare la sorte si rischia di diventare mall-dipendenti.

Scuola di Massaggio

Anche a Phuket si può approfittare dell’arte del massaggio thai mettendosi nelle mani di alcuni dei migliori terapeuti del Paese.

E questo non solo nelle lussuose Spa rinomate internazionalmente.
Ogni piccolo massage parlour può offrire gradite sorprese e abili mani a rilassare corpo e mente. E non meravigliatevi se il tempo necessario, secondo i tailandesi, è di due ore almeno: si parte dai piedi per arrivare alla testa e si viene vestiti in comodi pantaloni da pescatore e camiciola bianca. Non c’è mai contatto diretto tra le mani del terapeuta e il corpo del paziente se si escludono mani e piedi.

Quella del massaggio è una tradizione antichissima: un’arte insegnata in famiglia ai bambini. E la sera, al termine di una faticosa giornata di lavoro, ci si ritrova per condividere il pasto e per farsi a vicenda un massaggio rilassante.

Il massaggio tradizionale tailandese è basato sugli insegnamenti di Cheewaka Ko-Marrapat, un guaritore indiano che ha vissuto nello stesso tempo del Buddha. La tecnica si basa principalmente su digito pressioni in specifici punti di energia ed è una combinazione di terapie indiane e tailandesi. È un metodo molto efficace e completo per rivitalizzare e rafforzare il corpo. Agisce non solo lungo le ‘linee’ di energia ma anche sul flusso sanguigno nei vasi e capillari.

A Phuket c’è una scuola di massaggio tradizionale tailandese, il PTM (Phuket Traditional Massage), gestito da Arjarn Pinit Soysuwan e dal suo partner il dottor Pheangchit In Lim.
Il PTM offre corsi anche ai turisti che vogliono imparare le tecniche di massaggio tradizionale.
La sede della scuola è al 47 Nimit Soi 1, Chana Charoen Rd, Muang, Phuket (Vicino al Buddy Café). Per maggiori informazioni telefonate allo 076-211456.

Come comportarsi nei templi

Le regole da seguire quando si visita un luogo sacro sono semplici: levarsi le scarpe, indossare pantaloni lunghi o gonne all’altezza del ginocchio e coprirsi le braccia (non sono ammesse canotte o similari).
I templi più visitati (tipo il Palazzo Reale a Bangkok) forniscono un servizio di noleggio scialli e parei in modo da sopperire all’incautezza di qualche turista.
Quando vi sedete all’interno di un tempio, ripiegate le gambe sotto il corpo e non puntate mai i piedi verso le statue del Buddha. Sarebbe un’offesa grave, visto che i piedi sono considerati la parte più sporca del corpo.
Alle donne non è permesso entrare in alcuni (pochi) luoghi sacri e tanto meno avvicinarsi troppo ai monaci: in teoria non potrebbero sfiorarne le vesti e sedercisi accanto.
Infine, ricordate che tutte le statue del Buddha sono sacre, non importa di che misura o fattezza: evitate ogni tipo di comportamento che potrebbe sembrare irriguardoso.

Benessere & Lusso Low Cost


di Grazia Pallagrosi per GIOIA


Per un break caldo quando da noi fa ancora freddo, cosa c’è di meglio di una vacanza nel paradiso delle beauty farm?
In Thailandia puoi trovare non solo mare e spiagge, ma anche massaggi eseguiti dalle migliori terapiste del mondo e trattamenti che soddisfano appieno il desiderio di farsi coccolare e viziare da mani esperte, delicate e sapienti.
Il tutto senza spendere un patrimonio!
A Phuket, per esempio, una settimana in uno spa-luxury-hotel costa come un long week-end in una beauty farm italiana. Con diversi plus: oltre al clima sempre mite (solo settembre ed ottobre sono a rischio di piogge continue), il piacere di vivere attorniati da rigogliosi giardini tropicali e di soggiornare in camere sempre spaziose.
Lo spazio e il tempo qui sono ancora benefit accessibili a tutti. In molti centri benessere, le cabine per i trattamenti sono veri ‘appartamenti’ dotati di sala da bagno, spogliatoio, vasca per aromatic-bath e cabina doccia affacciata su giardini dove gorgheggiano fontane tra vasche di loti e ninfee. Nelle sale per i rituali di coppia, ogni sessione inizia indossando un accappatoio di seta e sorseggiando un drink allo zenzero e miele prima di immergersi in acqua tra petali di fiori, aromi di lemongrass e vapori speziati.
In più, il servizio è impeccabile e l’organizzazione turistica scrupolosamente orientata al cliente. Nei ristoranti, per esempio, la cucina è aperta 24 ore su 24 e si può mangiare (colazione, pranzo e cena) a qualsiasi ora del giorno e della notte; i massaggi si possono richiedere anche in camera e, in diverse strutture, c’è persino il ‘pillow menù’ per scegliere il cuscino su cui dormire meglio.

ECCO QUALCHE OTTIMO INDIRIZZO PROVATO IN PRIMA PERSONA
* Mandara spa del J.W Marriott Hotel (a Thalang, tel. 076-338000, http://www.mspa-international.com/) - Pluripremiata come migliore spa del mondo per l’ambientazione e i massaggi, ha cabine faraoniche con soffitti altissimi e portoni in rame lavorato a mano. Propone rituali di massaggio a 4 mani che mixano aromaterapia e shiatsu con manualità svedesi, balinesi, thai e hawaiane. Da provare il pacchetto Oriental Retreat: rituale floreale per i piedi, massaggio Luk Prakob, trattamento per il viso alle erbe, foot massage. Quattro ore, 207 euro.
* Hilton Arcadia Resort & Spa, situata nella mondana Karon (Karon Beach, tel. 076-396433, http://www.hilton.com/) - , aperta anche agli esterni, ha 15 cabine di trattamento realizzate in legno di teak e circondate da palme da cocco. Impiega solo ingredienti naturali in rituali rigeneranti ed antistress come l’Equilibrium Therapy, che inizia con un bagno di vapore aromatico seguito da cure che sfruttano le proprietà dell’olio di menta e delle erbe biologiche locali. A partire da 60 euro.
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Voglia di coccole senza prosciugare il portafogli? Provate le quality-spa al di fuori dei circuiti dell’hotelerie di lusso. Abbiamo provato in prima persona le delizie della Tew Son Spa (c/o Orizon Karon Beach Resort and Spa, 3 Soi Karon soi 2, Karon, tel. 076-333608 VEDI FOTO) e della Sontaya spa (c/o Thani Resort and Spa, 14 Kata Noi Road, Karon, tel. 076-333207) della catena Asian Wind (http://www.asianwind.biz/) : cabine zen-style oppure vista mare, con Jacuzzi e lettini per massaggio di coppia sul terrazzo. A partire da 25 euro si possono richiedere trattamenti a base di ingredienti freschi, come il Tamarind Skin Esfoliation - uno scrub a base di tamarindo e miele che levigano e tonificano la pelle - e l’Aloe Vera Sun Soother, fantastico per reidratare l’epidermide esposta ai raggi cocenti del sole.